While unclear where these two people fit in the family tree ( perhaps "Biase Colariccio" is Biaggio Colariccio ? ), the common family names and mention of a home in Monteverde merit inclusion of the story here. Where Cristina Spina might fit in is also not clear.

Copies of the original news article, as it appeared in "La Liberta", November 1877 :

"La Liberta", p.2, vol 87 1877
"La Liberta" p.3, vol 87 1877

The original article in "La Liberta" appears to have been the main source for the following article, which appeared on March 10th 2010 article in an online publication, "Prima Pagine Molise", "Un tuffo nella storia: a Boiano nel 1876, l'omicidio di Cristina Spina".
[
http://www.primapaginamolise.com/ , search on 'Colariccio' ]

(English translation - original article below )
"A trip in to history: in Boiano in 1876, the homicide of Cristina Spina"

March 8th was International Women's Day. A recurring international festival which remembers not only the social, political and economic conquests of women, but also the discrimination and violence that they have endured and continue to endure notwithstanding that today their rights are equal to those of men. A century ago, however, things were a bit different, and justice administered tolerated even that an agressive or violent husband, and intervened only in extreme cases, such as when there was a death which, as always, was the death of the woman.
There was such a case of sad events which took place in Bojano 134 years ago, exactly in 1876. A property owner, a certain Biase Colariccio, husband of the young Cristina Spina, daughter of good-standing (benestanti?) who brought with her a dowry of 12.000 lire, not insignificant for those times. After a year of happy marriage, the problems began because the unfortunate woman did not support the continuing mistreatments/betrayals of the husband.
Very quickly the love which at first he nurtured towards his wife, for Colariccio transformed into hate, so much that on many occasions she was driven to flee the home to extract herself from the violence. Right up until the couple lived in the area (Bojano) the mistreatments of the man towards his wife remained within certain limits, if not for the continued intervention of their friends, if not for the proximity to the Spina parents.
Shortly after the couple moved to the nearby village of Monteverde. At this point, "the outrages and mistreatments exceeded all measure, and the poor Spina became subjected to all moral and physical tortures, right until she was reduced to death ", so was published a few months later in a newspaper of the time.
The husband continually beat her, even withholding food from her. The woman was even constrained to tolerate in the house the lovers of the husband, additionally insulting her, he'd beat in her presence. The Spina woman, who did not have the force to resist in this climate of violence, fled the home and took refuge in another nearby.
Colariccio discovered the flight of his wife and went to take her back, and with punches and kicks he brought her back home, from which day the unfortunate victim was in a living grave, for he enclosed her in a dark room, in which "the air did not penetrate but for a small hole made at the foot of the door's entrance of this horrible prison, and through which he even passed the scarce food", wrote the regional journal form that time. This prison lasted many months.
Among the neighbours, notwithstanding that there was a general indignation for the wrongs that they knew were going on, there was a complete silence arising from hear of the uncontrollable hate of Colariccio. Only one farmer from nearby moved to pity denounced this to the Regio Delegato Straordinaro through the city of Boiano, in which with the Brigadiere dei Reali Carabinieri went to the home of Colariccio, found the wife in this secret room deprived of light, "lying on a lurid (pagliariccio), spread out on the naked ground". Colariccio justified himself saying that he was forced to keep her closed in for her own good, in order to avoid the excesses of her craziness and to prevent some disgrace. The two functionaries interrogating the victim noted that, despite all the abuse that came upon her daily at the hands of her abuser, even the fact that she was of sound mind.
In October 1876, even a priest who came once to the home of Colariccio to appraise the situation, managed to free the Spina woman having her entrusted to her parents in Bojano. After a few days Colariccio, playing the part of the penitent and making false promises managed once again to get his wife to the home in Monteverde, this time with a specific aim. In fact, he proposed to a certain Federico Perrella to kill his wife Cristina Spina in exchange for money, a proposal that was indignantly refused.
At this point Colariccio saw that not even by torture and not even by mistreatment was he successful in (spegnare) the life of his wife, and no less was he successful in finding someone to kill her (sicario), on November 1st 1876 with a large stake he struck her violently causing serious (fatal) injuries such that, after a few days of atrocious suffering, she died. Colariccio was quickly arrested.
The court case which took place in the Court of Appeal in Campobasso took place in two audiences, 30th and 31st of October 1877. Colariccio was convicted guilty of restraining a person, mistreatment and torture, and of volountary homicide; he was condemned to the penalty of forced labour for life.

(Original Italian article)
"Un tuffo nella storia: a Boiano nel 1876, l'omicidio di Cristina Spina"
L'8 marzo, è stata la "Festa della donna". Una ricorrenza internazionale che ricorda non solo le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, ma anche le discriminazioni e le violenze che hanno subito e continuano ancora a subire nonostante oggi i loro diritti siano uguali a quelli degli uomini. Un secolo fa le cose, invece, erano un po' diverse, la giustizia addirittura tollerava anche il marito manesco o violento, ed interveniva solo in casi estremi, quando ci scappava il morto che, come sempre, era la moglie.
E' il caso di una triste vicenda accaduta a Bojano 134 anni fa, esattamente nel 1876. Un proprietario terriero, tal Biase Colariccio, sposò la giovane Cristina Spina, figlia di benestanti che portò una dote non indifferente per quei tempi di ben 12.000 lire. Dopo un anno di vita coniugale felice, cominciarono i guai per la sventurata che non sopportava i continui tradimenti del marito.
Ben presto l'amore che prima nutriva verso la moglie, per il Colariccio si trasformò in odio, tant'è che lei più volte fu costretta a fuggire di casa per sottrarsi alle sue violenze. Fino a quando la coppia abitò in paese i maltrattamenti dell'uomo verso la moglie rimasero entro certi limito, sia per la continua interposizione degli amici, sia per la vicinanza dei parenti della Spina.
Poco dopo la coppia trasferì la dimora nella borgata di Monteverde. A questo punto "gli oltraggi ed i maltrattamenti superarono ogni misura, e la povera Spina venne sottoposta ad ogni morale e fisica tortura, fino a ridursi moribonda" così pubblicava qualche mese più tardi un giornale dell'epoca.
Il marito la bastonava continuamente, facendole mancare anche il cibo. La donna era costretta a tollerare in casa anche le amanti del marito che, oltre ad insultarla, la percuotevano in sua presenza. La Spina, che non aveva più la forza di resistere in quel clima di violenze, fuggì di casa riparandosi in quella di una vicina.
Il Colariccio scoperto il nascondiglio della moglie andò a riprenderla e con pugni e calci la riportò a casa, da quel giorno la sventurata fu sepolta viva, poiché la rinchiuse in una stanza oscura, dove "non penetrava l'aria che per un piccolo buco praticato ai piedi della porta d'ingresso di quell'orrenda prigione, e pel quale si faceva passare anche lo scarso cibo" riferiva la stampa regionale di quei tempi. Una prigionia che durò molti mesi.
Tra i vicini, nonostante ci fosse una generale indignazione per la vicenda che ben conoscevano, c'era un'omertà assoluta per timore di incorrere nell'odio del Colariccio. Solo un contadino del luogo mosso a pietà denunciò il fatto al Regio Delegato Straordinario per la città di Bojano, il quale recatosi con il Brigadiere dei Reali Carabinieri in casa del Colariccio, trovò la moglie di questi segregata in detta stanza priva di luce e "giacente su un lurido pagliariccio, disteso sul nudo suolo". Il Colariccio si giustificò dicendo che era costretto a tenerla rinchiusa per il suo bene, onde evitare gli eccessi della sua pazzia e prevenire qualche disgrazia. I due funzionari dall'interrogatorio della sventurata appresero, oltre a tutte le vicissitudini cui veniva quotidianamente sottoposta dal suo carnefice, anche il fatto che era sana di mente.
Nell'ottobre 1876 presso l'abitazione del Colariccio si recò anche il Pretore che una volta accertata la situazione fece liberare la Spina affidandola ai parenti di Bojano. Dopo pochi giorni il Colariccio recitando la parte del pentito e con false promesse riuscì nuovamente a ricondurre la moglie nell'abitazione di Monteverde, questa volta con un preciso scopo. Questi, infatti, propose a un certo Federico Perrella di uccidere la moglie Cristina Spina in cambio di denaro, proposta che fu sdegnosamente respinta.
A questo punto il Colariccio visto che né le sevizie e nè i maltrattamenti erano riusciti a spegnare la vita della moglie, e né tanto meno era riuscito a trovare un sicario, ai primi di novembre del 1876 con un grosso palo la percosse così violentemente da produrle ferite gravi che, dopo pochi giorni di atroci sofferenze, morì. Il Colariccio fu subito arrestato.
Il processo presso la Corte d'Appello di Campobasso si tenne in due udienze, 30 e 31 ottobre 1877, il Colariccio fu riconosciuto colpevole di sequestro di persona, di maltrattamenti e sevizie, e di omicidio volontario; fu condannato alla pena dei lavori forzati a vita.
(LUZ)